giovedì 26 novembre 2015

Adele in Italia

Adele non viene in Italia dal 30 marzo del 2011 all'Alcatraz di Milano ma ora
ha annunciato il tour europeo e sarà da noi all'Arena di Verona

Regno Unito e Irlanda, il 29 febbraio
primo marzo alla SSE Arena di Belfast
Dublino 4 e 5 marzo
Manchester 7 e 8 marzo
Londra alla O2Arena 15, 16, 18 e 19 marzo
Glasgow 25 e 26 marzo e Birmingham 29 e 30 marzo

Poi direzione Svezia, Norvegia e Danimarca dal 29 aprile al 4 maggio
Germania dal 7 al 15 maggio (Berlino, Amburgo e Colonia)
Svizzera, 17 maggio Zurigo
Portogallo 21 e 22 Lisbona
Spagna 24 maggio a Barcellona

VERONA 28 e 29 maggio
Biglietti disponibili qui 
dalle ore 10 del 4 dicembrehttp://www.ticketone.it/adele-biglietti.html?doc=artistPages/tickets&fun=artist&action=tickets&kuid=457599


infine
Amsterdam 1 e 3 giugno
Parigi 9 e 10 giugno
Anversa 12 e 13 giugno






mercoledì 25 novembre 2015

R I P Cynthia Robinson - SLY & THE FAMILY STONE


Cynthia Robinson trombettista e vocalist e membro fondatore di "Sly & the Family Stone" se n'è andata Lunedi 23 novembre, aveva 69 anni ed era stata colpita da un cancro.
Nata a Sacramento scelse la musica grazie ai vecchi dischi jazz e R&B di sua madre innamorandosi di uno strumento insolito come la tromba.
Nel 1966 si è unita a Sylvester Stewart in "Sly & the Stoners" che poco dopo si trasformeranno in "Sly & the Family Stone".
Ogni membro della band era un "up front" e Cynthia ha messo tutta la sua grinta e la voce a molti dei successi tra cui 'Dance To The Music'.
E' stata la prima donna trombettista a raggiungere il successo. Quando la Family finì nel 75, Cynthia ha continuato a lavorare con Larry Graham George Clinton e Prince.


Cynthia Robinson è stata inserita nella "Rock and Roll Hall Of Fame" nel 1993, insieme al resto del gruppo.
Lascia le sue due figlie, Laura Marie e Sylvyette Phunne ed ovviamente, tanto indimenticabile materiale di "Sly & the Family Stone".


venerdì 20 novembre 2015

JACO


La vita di Jaco Pastorius è entrata in un nuovo documentario prodotto da Robert Trujillo dei Metallica. Pastorius divenne famoso nel 1976 con i WEATHER REPORT, il suo Fender fretless fu un impatto immediato e indelebile nell'album 'Black Market'. La sua presenza fu ancora più forte nel 77 su 'Heavy Weather' dove c'era ' Teen Town'.
Definito genio mercuriale, Pastorius ha lasciato i Weather nell'82 per sue legittime ambizioni personali, che però gli hanno causato anche una serie di problemi di alcol e droga.

Gli fu stato diagnosticato un disturbo bipolare e cinque anni più tardi morì tragicamente in uno scontro violento con un buttafuori di night club (aveva solo 35 anni).

Il film traccia un ritratto intimo che alterna spezzoni inediti della sua famiglia a interviste intense di Joni Mitchell, Herbie Hancock, Wayne Shorter, Carlos Santana, Bootsy Collins, e numerosi altri.

"Jaco" sarà disponibile in DVD e Blu-ray dal 27 Novembre

Ecco il trailer

giovedì 5 novembre 2015

Bom dia Dilma


Qualcuno chiede notizie sulla Rousseff e perché abbia smesso di parlarne.Non ho affatto smesso anzi, su pagina fb e profilo twitter sono sempre in bella vista i miei "saluti".
Ma se proprio insistete, vi accontento subito carissimi amichetti del web.

Questa è la situazione aggiornata:

1) ‪#‎MeninosDeRua‬ e già lo sapete.

2) La Corte dei Conti brasiliana ha rigettato il bilancio 2014 in quanto falsato per ottenere denaro dalle banche di Stato.

3) La Corte Suprema Elettorale ha aperto un’inchiesta lo scorso 4 ottobre per fondi illeciti in campagna elettorale col suo collaboratore Michel Temer.

4) Come il suo predecessore (Luiz Inacio Lula da Silva) anche lei è coinvolta nello Scandalo Petrobras, il gigante petrolifero che versò tangenti per oltre 2 miliardi di dollari al suo "Partito dei Lavoratori" (dei lavoratori....).

5) Impeachment sempre in sospeso. La richiesta di messa in stato d’accusa è stata già avanzata tempo fa, ma il presidente della Camera (Eduardo Cunha) si trovava nella sua stessa condizione e così venne raggiunto un accordo tra i due volto al differimento.

6) Qualora i magistrati la riconoscessero colpevole, verrebbe annullata la vittoria alle presidenziali. Per la cronaca il concorrente (Aecio Nives) ottenne solo 3 punti in meno rispetto a lei.

Contenti? Tuttavia non è che si possa ogni giorno pensare a lei e al Brasile, abbiamo anche noi le nostre Dilma ... diciamo

mercoledì 4 novembre 2015

Fatevi scartare, parola di Jess Glynne

Farsi scartare è un'ottima cosa perché tutti quelli che arrivano secondi o terzi non avranno più nessuna chance.

Se inviate un demo a un discografico e dite di essere arrivati dietro al vincitore, vi cestinerà immediatamente senza neanche aprirlo. Chi viene scartato invece ha più possibilità, perché non è passato per il setaccio di nessun altro quindi acquisisce nuova "verginità". Lo so che è assurdo da comprendere ma è così.





Una delle prove più evidenti è Jess Glynne (Jessica Hannah Glynne) giovane londinese dell'89 "in giro" dal 2010. Ha una voce avvolgente e interessante, così interessante che è stata scartata dall' X-FACTOR inglese a soli 15 anni. Ovviamente non si è data per vinta ed ha sfruttato il vantaggio della giovane età continuando a cantare e studiare al Fortismere School ed a lavorare in boutique e centri fitness, dove conosce i suoi attuali collaboratori.

Fra tutti, il cantautore Jin Jin che nel 2010 gli fa un un contratto con la Black Butter Records fino al 2013, quando poi arriva alla Atlantic Records UK .
In seguito collabora con i Clean Bandit e da qui le nomination ai BRIT Awards ed i primi riconoscimenti ufficiali. Scrive le sue canzoni e ne ha già scritte anche per altri (Iggy Azalea, Rita Ora, Little Mix, Rudimental e Tinie Tempah).

I suoi genitori poi, devono aver fatto un'ottima "influence" perché a parte le solite Amy Winehouse Beyoncè o Adele cita come ispirazione anche Sam Cooke, Aretha Franklin ed Etta James (!!).
Pochi mesi fa (agosto 2015) pubblica il primo album "I Cry When I Laugh" in collaborazione con Naughty Boy, Talay Riley, Starsmith, Switch e Knox Brown.
Da settembre appare con il The Ain't Got Far To Go Tour per la promozione del disco e questo "Take Me Home" è il suo ultimo singolo....
.....fatevi scartare!







sabato 31 ottobre 2015

L'ultimo rifugio di Bird

Il Charlie Parker Residence è in vendita.


Costruito nel l849 in stile neogotico, ha ospitato Charlie Parker dal l950 al 54.
Sulla 151 Avenue B, direttamente di fronte al Tompkins Square Park nell'East Village, qui Bird appoggiava la sua testona per riposare nei suoi ultimi quattro anni di vita ma è stato rifugio anche per i più amati musicisti del jazz. Charlie con Chan Richardson ed i suoi tre figli, occupava l'appartamento al piano terra al culmine della sua carriera, dopo aver raggiunto un notevole successo e fama come co-fondatore del bebop, che lui e Dizzy Gillespie crearono insieme durante la metà degli anni 40 e qui, dal l993 si svolge ogni anno il Charlie Parker Jazz Festival (nel parco adiacente) per festeggiare il compleanno di Bird (29 agosto l920) ed il suo immenso contributo dato alla musica nel 20 ° secolo.


Il Charlie Parker Residence è stato immesso nel 94 dal Dipartimento degli Interni sul registro nazionale dei luoghi storici. Nel 99 la New York City Landmarks Preservation Commission lo ha insignito di interesse storico e culturale nella storia della città di New York e anche se la residenza ha cambiato mani più volte negli anni successivi, adesso (se siete abbastanza "capienti") potreste approfittarne per mettervi comodi e riposare anche voi le stanche membra e non solo al piano terra ma in tutti e quatrro gli sciccosi piani. Insomma, cacciate questi benedetti 9.250.000$ e sicuramente il Charlie Parker Residence sarà vostro.



"Si può raccontare la storia del jazz in quattro parole:
Louis
Armstrong
Charlie
Parker "

(Miles Davis)


mercoledì 28 ottobre 2015

Jamaaladeen Tacuma in Umbria

Jamaaladeen Tacuma (nato a Hempstead-NY, come Rudy McDaniel prima della conversione all'Islam) è un bassista americano molto noto nell'ambiente Jazz.Ha iniziato giovanissimo (19 anni) con Ornette Coleman negli anni 70 e da li ha spaziato in molte collaborazioni fino alla nomination al Grammy Award dell'89.
La sua prima apparizione televisiva al Saturday Night Live del 1979 fu giudicata come migliore live performance di sempre. Negli anni 80 si sposta più verso il funk/R&B e comincia a farsi notare da critici e appassionati per la sua tecnica aggressiva e affascinante di "dominare" il basso.
Non ostante tutti i riconoscimenti e gratificazioni personali Tacuma ha sempre mantenuto il suo caratteristico "low-profile", talmente low..che non è mai diventuto così popolare (come meriterebbe).
Ha una discografia molto vasta sia come leader che come sideman e vi invito a scoprirlo nella prima piattaforma digitale a vostra disposizione e poi magari su qualche vinile o cd da conservare preziosamente in cantina.


A proposito di cantina, Jamaaladeen Tacuma sarà a Umbertide il 29 ottobre nel locale del mio caro "MusicFriend" Marco Sarti (O.O.B.JazzClub) .

Se potete non perdetelo ...(come purtroppo farò io per impegni di lavoro).



Un po' della sua discografia:

Sideman di Ornette Coleman

Dancing in Your Head (A&M, 1975)
Body Meta (Artists House, 1976)
Of Human Feelings (Antilles, 1982)
Opening the Caravan of Dreams (Caravan of Dreams, 1985)
In All Languages (Caravan of Dreams, 1987)


Con i Cosmetic

Cosmetics / New Complexion (12", Rough Trade, 1981)
Get Ready (/ Put It On) (12", Gramavision, 1982)
(In the) Nightlife (/ (In the) Nightlife (Instrumental)) (12", Gramavision, 1983)
So Tranquilizin' (Gramavision, 1985)
So Tranquilizin' (Dance Mix) (/ N-Er-Gize-Me) (12", Gramavision, 1985)


Solo

Show Stopper (Gramavision, 1983)
Renaissance Man (Gramavision, 1984)
Music World (Gramavision, 1986)
Jukebox (Gramavision, 1988)
Boss of the Bass (Gramavision, 1991)
Sound Symphony (1992)
The Night of Chamber Music (Moers Music, 1993)
Dreamscape (DIW, 1996)
Groove 2000 (P-Vine, 1998)
Brotherzone (P-Vine, 1999)
Flavors of Thelonious Monk Reloaded (Extraplatte, 2007)
Coltrane Configurations (Jazzwerkstatt, 2009)
For the Love of Ornette (Jazzwerkstatt, 2010)





martedì 20 ottobre 2015

James Brown - The Godfather is back


 Il 27 Novembre è in uscita un film-documentario in DVD che promette di essere molto spettacolare.
Effettivamente trattandosi del "padrino del soul" non abbiamo dubbi.
Si intitola 'Mr. Dynamite: The Rise Of James Brown", è stato diretto da Alex Gibney e co-prodotto da un certo Mick Jagger che dopo aver finanziato la serie tv americana "Mr.Dynamite" ora regala a tutti il suo tributo all'immenso JB.


Sarà un documentario che si concentra per lo più sulla musica e il suo contesto sociale e quasi per niente sulla vita personale di Brown, due ore di assoluta adrenalina incluse le recenti interviste con i compagni di merende coetanei di Brown, filmati storici e rare esibizioni d'archivio di classici come 'Papa's Got A Brand New Bag,' 'I Got You (I Feel Good),' 'Out Of Sight 'e molti, molti altri.


Gran parte del materiale proviene dall'archivio ufficiale di Brown aperto per la prima volta per questa speciale occasione, tra i rari filmati anche una clip da 'Soul Train' in cui duetta con Bobby Bland, alcuni bonus clip e una photo-story di 12 pagine.
E' anche l'occasione per correggere e chiudere la polemica sulla leggenda del "TAMI Show", film girato nel 1964 quando gli Stones che seguivano Brown dal vivo si lamentarono di essere stati tagliati nella sequenza video e messi in ombra dalle sue performance "troppo elettrizzanti".
Oggi finalmente Mick Jagger con questa co-produzione è come se volesse sdebitarsi nei suoi confronti. 
Ha ammesso di avere sempre attinto molto dal suo pozzo, soprattutto all'inizio della sua carriera e che gran parte delle sue performance sono state ispirate a James.
Mick ha detto candidamente: "cercavo in continuazione di scrutarlo per rubare tutto quello che potevo fare io" (salvo poi distribuire peste&corna in pubblico e privato).
Ma che sant'uomo questo Jagger. . . .


mercoledì 14 ottobre 2015

BRASILE: meninos de rua, non si può e non si deve tacere, chi lo fa è suo complice



Non ostante si parli di Brasile, stavolta il post è tutt'altro che musicale. Pensavamo che fosse una storia vecchia e passata invece non solamente continua da anni ma peggiora.

In Italia la prima a sensibilizzare i media è stata Fiorella Mannoia, poi il silenzio e l'indifferenza più totale.
Lo schifo non si ferma e sta accadendo ora adesso mentre leggete.
Di chi stiamo parlando... mafia locale? Bande? Trafficanti assassini?
No, della POLIZIA brasiliana e relativo governo della "PROGRESSISTA" Dilma Rousseff, che tollera (come hanno già fatto i suoi predecessori) e prosegue imperterrita e sorridente, ogni abominio possibile verso i piccoli di strada nei quartieri di Rio. Il Comitato sui diritti dell’infanzia parla di “piano di pulizia” una strage di piccoli si ma, non abbastanza umani per loro, bestie ratti escrementi. Così vengono trattati per consentire il "decoro" e la "decenza" in vista delle prossime olimpiadi 2016 ed in onore gloria e compiacimento dei benestanti del luogo che protestando per il cattivo odore che queste bestie umane causano di continuo infilano mazzette purché si faccia ordine.
Stiamo parlando dei “meninos de rua”, i piccoli senzatetto sparsi ovunque che "vivono" (si fa per dire) sulla strada, mangiando rifiuti, facendo elemosina, prostituendosi e commettendo qualsiasi tipo di reato possibile pur di sopravvivere. Amici e colleghi di media brasiliani raccontano di scene agghiaccianti e indescrivibili a parole, loro stessi hanno faticato a raccontarle e loro stessi vivono nel terrore per i ricatti e le minacce che un qualsiasi funzionario-becchino li possa scoprire a fotografare o raccontare al mondo quanto avviene, ma ormai grazie ai tanto vituperati smartphone qualcosa si vede e non possono più nascondere nulla.


Usano sistemi inimmaginabili anche solo per una derattizzazione, si sono "ingegnati" con bastoni pistole sostanze chimiche e arpioni, avete capito bene, vengono arpionati e buttati in cassoni della spazzatura per poi essere inceneriti...non si riesce neanche a scrivere!...In queste ultime settimane piano piano (TROPPO PIANO) è ricominciato il tam-tam via internet e grazie alla denuncia dei media locali, all’organizzazione Human Rights Watch e all'ONU (miracolo!)... è uscita una forte (!) protesta ufficiale nei confronti del governo della "signora" Dilma :

Fonte ONU: «Esiste una violenza generalizzata da parte della polizia – affermano – specialmente contro i ragazzi di strada e quelli che vivono nelle favelas. Siamo seriamente preoccupati, e chiediamo al governo brasiliano l’approvazione immediata di leggi che proibiscano anche la detenzione arbitraria».

Fonte quotidiano “Estado de S.Paulo”: «Le forze dell’ordine sono direttamente coinvolte nell’elevato numero di esecuzioni sommarie di bambini – ha detto la vice Presidente del Comitato, Renate Winter – ancora più numerose a Rio de Janeiro, dove è in atto un’ondata di “pulizia” che mira alle Olimpiadi per presentare una città senza problemi. Abbiamo avuto informazioni concrete in merito, e ovviamente i responsabili non sono mai stati puniti».

Certo, acqua fresca per lei e la sua banda di assassini, ma almeno si è resa pubblica e ufficiale una vicenda sempre commentata con superficialità e indifferenza. C'è ancora molta gente disinformata e incredula.
Qui in Italia sta uscendo timidamente qualcosa (in fondo al post avete il link del programma di Radio3 "Tutta la città ne parla", puntata del 12 ottobre scorso) ma il resto si fa qui dentro la rete con twitter facebook e tutte le piattaforme disponibili.
Ho creato abbastanza casino e incredulità anche tra i miei follower...che non capivano se fosse vero o se stavano impazzendo tutti improvvisamente e quasi nessuno di loro sapeva di questa storia. 
Ho contattato diversi personaggi pubblici e "Stars" italiane (ma detto fra noi...) molti si sono rifiutati di postare, lavorano in Rai, Mediaset, Repubblica, Confindustria, Palazzo Chigi....capite bene che il linguaggio esplicito per loro non è prudente...certo certo...conosco il probbblema (ero in Rai negli anni 90).

Ok, ma ora basta, chi c'è c'è. Dobbiamo usarli questi cazzo di social ma per davvero (tra un selfie e l'altro). 
Se vi va, postate e spammate il mio foto-tweet per la "signora" Dilma Rousseff.
Non si può, non si deve tacere chi lo fa è suo complice.

L'ho firmato io, così non rischiate di perdere il posto...


qui trovate il link a Radio3 per la puntata del 12 ottobre 2015 di:  "Tutta la città ne parla"
http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-32244943-7ddd-496a-8012-85cfa5039314.html

lunedì 28 settembre 2015

Beatles ultimo atto: Abbey Road


Qualche giorno fa si è celebrato l'anniversario di un importante disco dei Beatles (il mio preferito) da molti ritenuto pietra miliare del pop mondiale (“Rolling Stone” l'ha inserito al 14º posto della sua lista "Top 500 album"). “Abbey Road” è un lavoro dalle caratteristiche molto particolari, dai suoni all'arrangiamento, dalle litigate isteriche dei quattro alle riappacificazioni estatiche, dalle orchestrazioni degli archi al primo uso del Moog, fino alle apparizioni quasi solitarie di Paul John George e Ringo in sala d'incisione, che già ai ferri corti sceglievano e concordavano le parti cantate in momenti diversi della giornata pur di incontrarsi il meno possibile. Mentre Paul era in America George in India John a giocare con Yoko alla scoperta dei “nuovi orizzonti” (dell'eroina)....e Ringo a spasso per la City, in studio c'era un vero e proprio esercito di musicisti pronti a curare suoni sapori e dettagli perché tutto riuscisse perfetto. Molti pensano a “Let It Be” (8 maggio 1970) come ultimo disco dei Beatles, ma il vero ultimo album è stato proprio “Abbey Road”, anche se pubblicato il 26 settembre 1969. Quindi in che senso ultimo? Perché è stato pensato concepito e suonato realmente in sequenza, mentre “Let It Be” è quasi una compilation di brani registrati molti mesi prima e poi riarrangiati e assemblati.
Fra le altre singolarità c'è l'invenzione del “medley” (lato B) un incastro di colori in una lunghissima sequenza in crescendo, un'invenzione poi ripresa da tutti gli altri gruppi successivi sia pop che progressive (soprattutto) con le loro famose “suite”.

Ricorderete tutti il “Rooftop Concert” del 30 gennaio 1969, dove i Beatles suonarono l'ultimo live sul tetto della casa discografica, erano già pronti allo scioglimento ufficiale ma rimandarono tutto alla riunione del 3 febbraio negli uffici della Apple. Iniziava la vera fine della loro storia, Lennon Harrison e Starr che volevano risanare i conti disastrati con Allen Klein come manager (già degli Stones) e McCartney che invece voleva lo studio legale Eastman. Dopo una intera notte passata a litigare uscirono in tre lasciando Paul da solo che era già mattina e puntualmente, non decisero nulla.
Quella notte fu solo la punta dell'iceberg che Lennon definì "morte lenta", iniziata già con la scomparsa di Brian Epstein (il loro manager) nel 67.
Trascorsi un paio di mesi di calma apparente, ma sufficiente a farli ritrovare di nuovo al lavoro
Paul li chiamò convincendoli a lavorare almeno per finire una facciata entro l'estate (prima che John partisse con Yoko per i viaggi pacifisti) tanto era sempre lui quello più testardo ed impegnato, come fece in quell'intera settimana passata a provare solo l'intonazione vocale di "Oh! Darling". Non a caso quel pezzo è stato poi giudicato come la miglior interpretazione vocale di McCartney di tutti i tempi.
Ma dobbiamo ringraziare George Martin (il produttore) fu lui il domatore di quei felini capricciosi per tutto il tempo delle registrazioni. Il più distante (fisicamente) era Harrison il più assente (mentalmente) Lennon ed è solo grazie alla supervisione di Martin che si deve la buona riuscita del disco (e la tenuta del gruppo). L'estate arrivò e gli unici pezzi pronti erano "Oh! Darling", "Octopus's Garden" e "You Never Give Me Your Money", ballata ispirata proprio alla litigata del 3 febbraio. Intanto la EMI era letteralmente assediata dai fan che non capivano perché i pezzi del “Rooftop Concert” non fossero ancora in vendita, così per calmarli fecero uscire il singolo "The Ballad of John and Yoko".


Siamo a luglio e in una sola settimana incisero nell'ordine "Her Majesty", "Golden Slumbers", "Carry That Weight", "Here Comes the Sun" e "Maxwell's Silver Hammer". A fine mese arrivarono anche "Come Together", "The End", "Sun King", "Mean Mr. Mustard", "Polythene Pam", "She Came In Through the Bathroom Window" e ad agosto l'ultimo pezzo, "Because". Tutto fatto? Si, ma non avevano ne' un titolo ne' un'idea di copertina (che allora era molto importante). Buttarono giù dei titoli in un foglio ed erano quasi convinti che il migliore doveva essere "Everest", sia simbolicamente come apice di carriera, che simpaticamente dedicato al loro fonico di sala che fumava sigarette solo di marca Everest...ma c'era un problema, andare a farsi fotografare in Tibet! Capirono al volo che non era una cosa molto conveniente e così arrivò Ringo che disse ridendo "ma siamo in Abbey Road, chiamiamolo Abbey Road!".


E fu così che si ritrovarono ad attraversare le famose strisce pedonali davanti agli studi per la più celebre e “misteriosa” copertina del gruppo, dove tutti i dietrologi di allora si tuffarono (ancora oggi) per le strane coincidenze della scena fino all'improbabile leggenda della morte di Paul McCartney.
Altri accostano quell' 8 agosto alla strage di Bel Air e la morte dell'attrice Sharon Tate uccisa dalla setta di Charles Manson. Lui stesso ci inzuppò il pane, “ammettendo” di essersi ispirato alla canzone "Helter Skelter" (del "White Album").


25 settembre : John cominciava anche lui la sua di morte lenta, annunciando e cantando la dipendenza dall'eroina in "Cold Turkey", primo singolo da solista e il giorno dopo usciva "Abbey Road" la vera data di morte dei Beatles. La cosa che fa più rabbia è che in quel periodo avevano raggiunto un tale livello di perfezione tecnica e compositiva che non aveva eguali in nessun altro lavoro precedente e che, non ostante le discussioni e traversìe del gruppo, è stato e resterà per sempre l'album più evoluto e perfetto che i Beatles abbiano mai prodotto.


martedì 25 agosto 2015

Bruce Springsteen 25 agosto 1975 Born to Run


25 agosto 1975, QUARANTA anni fa usciva "Born To Run" il primo album (di successo) di Bruce Frederick Joseph Springsteen, "TheBoss". Era già il terzo disco pubblicato dopo l'esordio del 73 di "Greetings from Asbury Park, N.J." e "The Wild, the Innocent & the E Street Shuffle" accolti ingiustamente con freddezza sia da pubblico che critica ma finalmente in Born, tutta la forza e la carica dei testi appassionatamente impegnati ed impregnati di American Dream, avevano il suono giusto e convincente.
Da allora il Boss non è più sceso dal trono, da quel 25 agosto ha venduto più di 120 milioni di dischi volando sui palcoscenici dorati dei Grammy (20 volte) e degli Oscar (1) oltre all'onorificenza del Kennedy Center per la diffusione della cultura americana nel mondo.
La storia del Boss è così tipicamente Americana da apparire quasi finta e demagogggica, ma ha sempre tirato dritto per la sua strada contagiando di speranza intere generazioni apparentemente sprovvedute e come lui pronte ed affamate di rivincita, la ricetta che ancora oggi scrive e predica a squarciagola,
il padre Douglas Frederick, di ascendenze irlandesi/olandesi, era un tormentato e precario lavoratore che si spaccava le ossa e la mente fra disoccupazione e lavori improvvisati mentre la madre, Adele Ann Zirilli, dalle evidenti origini italiane, proveniva da una famiglia emigrata in USA da Vico Equense già alla fine dell'Ottocento. Anche per lui come spesso capita agli artisti, le difficoltà e la durezza di una vita con pochi soldi e molti traslochi, notti a pancia vuota e lacrime senza futuro, sono il preludio scritto di un imminente e possibile riscatto, la partenza di una corsa verso il sogno. Certo il talento devi averlo di default e qua il correre in questione, non è jogging con cuffiette...



"Someday girl I don't know when we're gonna get to that place
Where we really want to go and we'll walk in the sun
But till then tramps like us baby we were born to run"





Born To Run
Testi e musiche di Bruce Springsteen
Record Plant Studio, New York, 1975

Lato A
Thunder Road (4:49)
Tenth Avenue Freeze-Out (3:10)
Night (3:00)
Backstreets (6:30)

Lato B
Born to Run (4:30)
She's the One (4:30)
Meeting Across the River (3:18)
Jungleland (9:35)

Bruce Springsteen - voce, chitarra, armonica a bocca
Garry Tallent - basso
Max Weinberg - batteria
Roy Bittan - pianoforte
Danny Federici - organo
Clarence Clemons - sassofono
Ernest Carter - batteria
David Sancious - tastiera
Randy Brecker - tromba in Tenth Avenue Freeze-Out e Meeting Across the River
Michael Brecker - sassofono in Tenth Avenue Freeze-Out
Steve Van Zandt - cori in Thunder Road
Mike Appel - cori in Thunder Road
Suki Lahav - violino in Jungleland



(USA)
8 ottobre 1975 - Disco d'oro
21 novembre 1986 - Disco di platino
21 novembre 1986 - terzo Disco di platino (multi)
17 novembre 1994 - quarto Disco di platino (multi)
3 maggio 2000 - sesto Disco di platino (multi)

(Regno Unito)
1º febbraio 1976 - Disco d'argento
1º febbraio 1976 - Disco d'oro
2 luglio 1985 - Disco di platino


lunedì 17 agosto 2015

Android & Google 10 anni insieme

Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo...Gino cantava ma Andy l'ha fatto.
Anno 2003, Andy Rubin, Rich Minerva, Nick Sears e Chris White, decisero non solo di cambiarlo ma di inventarne uno nuovo e parallelo. Fu un inizio un po' "carbonaro" pensato lontano dai riflettori e recintato da molti aloni di mistero. L' "inventore pazzo", ne aveva in mente un'altra .....



"Che state combinando laggiù?"...

"software, anzi software per telefoni"...

"per telefoni? ma siete pazzi! il mondo è dei computer"...

"ah ok"...

Diciamo la verità, più che da pazzi era da alieni. Così alieni che la chiamarono "Android Inc." una roba che all'epoca Andy Rubin descrisse come : 
"sistema per dispositivi cellulari più consapevoli della posizione e delle preferenze del loro proprietario" 
(un pazzo non ha mai il dono della sintesi..).
Intanto però il tempo passava e i quattro al bar oltre ai donuts si mangiavano anche il piccolo budget, finché un quinto amico, Steve Perlman (Artemis Networks) li raggiunse e si aggregò.


Steve era un altro smanettone informatico, costruì il suo primo computer nel 76 al college, uno che la sapeva parecchio lunga e veniva da lontano, lontanissimo: Sony, Philips, RCA, Panasonic, Mitsubishi, Samsung, Fujitsu, Motorola, Scientific Atlanta, Sega, Nintendo fino a Microsoft ed Apple!... 
Erano buoni amici da molto tempo e non esitò a proporsi, Andy era geniale affidabile creativo, con quell'idea fissa dei telefoni che lo perseguitava da anni, DOVEVA essere buona! Così volle aggiungersi ma senza toccare un chip un codice una vite, partecipando solo allo sviluppo e senza interferire. 
Decise di donare 10.000 $ in una busta e...good luck. Beh, i 10k più fortunati e meglio investiti degli ultimi 50 anni. Di lì a poco i loro misteri e segreti chiusi in un garage erano così segreti e misteriosi che ovunque parlavano di Android perfino alla Apple. E ne parlavano così intensamente che un giorno le voci arrivarono alle orecchie di un altro tizio molto sveglio (e dal buon udito) un certo Larry Page. Erano mesi che stava pensando di entrare nella telefonia mobile e non sapeva come, proponeva a tutti ma a parte Apple (con cui non aveva chance) nessuna azienda seria ed "attrezzata" era disposta a sviluppare software per lui nella telefonia. 
"Idea antieconomica e priva di qualsiasi previsione ragionevolmente redditizia" ..dal vangelo secondo Wall Street. Ma Larry non fu così osservante e credette alle voci su quei quattro, così eccoci al 17 agosto 2005 e alla comunicazione ufficiale dell'acquisizione di Android (già entrata in Google dall'11 luglio).


Page aveva trovato il contenuto e Rubin il contenitore, ora l' "inventore pazzo" non era più così pazzo. 
Quei benedetti 10.000 dollari di Perlman si moltiplicavano giorno per giorno e nessuno poteva più fermare l'astronave nascente. A bordo di Google avevano trovato la piattaforma per far decollare ogni progetto. Furono due anni pazzeschi lavorando e sviluppando codici notte e giorno sul kernel Linux ininterrottamente fino al 5 novembre 2007, data della presentazione ufficiale di Android dalla neonata OHA (Open Handset Alliance) consorzio di aziende con Google, HTC, Samsung, Sprint Nextel, T-Mobile, Qualcomm, Texas Instruments Inc. 
Passò un altro anno e il 22 ottobre 2008 nacque il primo vero dispositivo Android : l'HTC Dream.
Appena un mese prima (23 settembre) nacque la versione 1.0 di Android
quindi è quella la vera data ufficiale di compleanno del robottino verde.


E' stato un bel viaggio da allora. Guardate il vostro smart e ripensate al vostro tele-fonino del 2005... beh Android (ed Apple) hanno davvero cambiato il mondo. Ma il viaggio del robottino verde continua.
Oggi Andy Rubin non è più il presidente, ha ancora fame di sogni ed invenzioni, dal 2013 Larry Page lo ha lasciato "libero" di dedicarsi ai nuovi progetti sia suoi che di Google. Volerà sempre altissimo anche se legato come un aquilone alla base di Mountain View, uno dei migliori bar dove gustare ottimi donuts.


giovedì 13 agosto 2015

Cavallo bianco


Non ci vediamo da luglio e nel frattempo sono successe un po' di cose, anche la scomparsa di Giancarlo dei Matia Bazar, ligure schietto e gentile. E' passato a casa mia molti anni fa (hotel) l'ho incrociato in concerti e interviste, l'ho ammirato e apprezzato come musicista e batterista perfetto come un metronomo.
Oggi siamo tutti un po' tristi e bordigotti, ciao cavallo bianco.

venerdì 17 luglio 2015

Rock'n'droid ... Marshall si rivolta nella "cassa"


Jim Marshall è stato un arzillo negoziante londinese (classe 1923 scomparso nel 2012) e il suo cognome è stato uno dei più amati e famosi fra tutti i rockers del mondo per via dell'altrettanto amato e famoso, ma che dico famoso... MITICO 'valvolare', che ha sparato metallo fuso in milioni di watt dalle muraglie accatastate nei palchi di tutto il mondo.

Vero pioniere del suono chitarresco e farraglia varia, dopo le frequenti visite di famosi 'metallurgici' come Ritchie Blackmore si convinse che era ora di inventare un nuovo tipo di amplificatore e da venditore si trasformò in produttore fondando nel 62 la sua 'Marshall Amplification' tutt'oggi attiva, così attiva che siamo qui a parlarne.

Certo, dai tempi del negozio di Hanwell nel London Borough of Ealing, ne è passato di rock, anzi trapassato insieme al suo inventore, tant'è che la Marshall oggi si da agli smarfoni.... (!) "è il business bellezza"...
Ed eccolo qua in tutta la sua aura di inevitabile citazionismo 'heavy' il prossimo must del perfetto metallaro, con tanto di logo frontale e rotellina laterale come negli ampli per regolare il volume, il look della cover come la cassa degli altoparlanti e la doppia cuffia a volumi indipendenti. 
Non manca neppure il DSP Wolfson WM8281, con gli effetti dedicati e il noise reduction applicabile ai due microfoni, questo nuovo Marshall si chiama 'London' (manco per il nome si sono sforzati...)


dicono che sia un buon telefono (ci mancherebbe altro!) e un valido registratore musicale.
Le figate principali infatti sono "Loopstack", un registratore a 4 canali dove registrare quattro tracce indipendenti a 44KHz /16bit e la DJ app per mixare.
Ovvio, con questo London non si bada all'Android e alle funzioni telefoniche (standard) quel che conta per i metallici possessori/posseduti sarà il suono e il fascino che emana l'eterno logo di Jim...


Scheda tecnica veloce :
145 grammi 
Batteria removibile da 2.500 mAh
Display d4,7'' 
Risoluzione HD 
Chip Snapdragon 410 con 2 GB di RAM
Storage 16 GB (espandibile) 
Slot microSD 
Sistema Android Lollipop 
Doppia fotocamera (da 8 e 2 mpixel)
Zoom
Flash
Bluetooth
WiFi
Vivavoce
Radio
Videochiamata
GPS
Bussola
Prossimità
Accelerometro
Giroscopio
Aac
Mp3
Wav
Wma
Midi
Wmv
Mp4

Prezzo circa 550/600 € (secondo me troppini...)
disponibilità da fine agosto


Mr.Marshall, è pronto a rivoltarsi ?


sabato 11 luglio 2015

JAZZ un pianeta di esigenti: Chuck Israels - Joyful Noise

Il bassista arrangiatore compositore Chuck Israels, dopo aver affinato la sua tecnica con maestri come John Coltrane Billie Holiday Stan Getz e il trio di Bill Evans, esce come direttore d'orchestra in questa nuova entusiasmante 'Joyful Noise'.

Israels si è trasferito anni fa dal trambusto della città alla pacifica solitudine della bellissima Portland, in Oregon. Abbraccia gran parte della storia del jazz moderno e la sua 'Chuck Israels Jazz Orchestra' è stata fondata per mostrare alcuni dei migliori strumentisti e cantanti del nord-ovest che suonano e lavorano finemente la musica più emozionante e durevole del pianeta, un pianeta di esigenti.

La band è stata recentemente presentata al Detroit Jazz Festival. Il loro CD di debutto 'Second Wind' ha ricevuto una recensione 4-1/2 (stelle) sulla rivista DownBeat ed è un serio candidato ai Grammy.

Questo nuovo progetto, 'Joyful Noise - The music of Horace Silver' promette di portare l'attenzione alle capacità compositive e magiche di Chuck Israels. Ha la grande saggezza del leader che mette cuore e personalità contagiosa a tutta la band. Israels ha modellato un'orchestra che scorre via liscia su bellissimi binari. 

Imperdibile!

JILL SCOTT New "Woman"

Il 24 luglio esce Jill Scott col nuovo album 'Woman'.
Nessuna apparizione europea per ora ma solo un tour americano che si concluderà in agosto.
Se in quei giorni siete li (beati voi) vi scrivo le date, non si sa mai



13/7 – Pittsburgh, PA @ Heinz Hall
15/7 – Newark, NJ @ NJ Performing Arts Center, Prudential Hall
16/7 – Wallingford, CT @ Toyota Presents the Oakdale Theatre
18/7 – Baltimore, MD @ Pier Six Pavilion
19/7 – Bethlehem, PA @ Sands Bethlehem Event Center
22/7 – Brooklyn, NY @ Kings Theatre
25/7 – Cincinnati, OH @ Paul Brown Stadium (Cincinnati Music Festival)
26/7 – Atlantic City, NJ @ Borgata Spa & Resort – Event Center
29/7 – Vienna, VA @ Wolf Trap for the Performing Arts/The Barns
30/7 – Durham, NC @ Durham Performing Arts Center
  1/8 – Birmingham, AL @ BJCC Concert Hall
  2/8 – Atlanta, GA @ Chastain Park Amphitheatre
  4/8 – Memphis, TN @ Orpheum Theatre
  5/8 – Nashville, TN @ Ascend Amphitheater
  8/8 – Hollywood, FL @ Hard Rock Live at Seminole Hard Rock Hotel & Casino
  9/8 – St. Petersburg, FL @ Mahaffey Theater
11/8 – Jackson, MS @ Thalia Mara Hall
12/8 – Houston, TX @ Bayou Music Center
14/8 – Grand Prairie, @ TX Verizon Theatre at Grand Prairie
15/8 – Austin, TX @ ACL Live at the Moody Theater
19/8 – Los Angeles, CA @ Greek Theatre
22/8 – Oakland, CA @ Fox Theater
23/8 – Saratoga, CA @ The Mountain Winery
25/8 – San Diego, CA @ Humphrey’s
28/8 – Phoenix, AZ @ Comerica Theatre

sabato 4 luglio 2015

Luther Vandross in musical

A dieci anni dalla sua scomparsa (1º luglio 2005) si è diffusa in America la notizia di un probabile musical sul grande Luther Vandross che vedrebbe anche la partecipazione di Marcus Miller di cui Vandross si è avvalso molto spesso nei suoi album. Si tratterebbe di un progetto itinerante nelle principali città degli Stati Uniti accompagnato da un museo mobile con materiale d'archivio e memorabilia.
Lo spettacolo dovrebbe partire all'inizio del 2016 e sarà il primo di molti eventi previsti nel progetto "Guardians of Soul", la cui missione è quella di preservare e celebrare lasciti e ricordi delle grandi icone di R&B, Soul e Jazz.







Luther Vandross ha venduto 40 milioni di dischi e vinto 8 Grammy Award

sito ufficiale: http://www.luthervandross.com/

discografia :

Never Too Much (1981)
Forever, For Always, For love (1982)
Busy Body (1983)
The Night I Fell In Love (1985)
Give Me The Reason (1986)
Any Love (1988)
The Best Of Luther Vandross...The Best Of Love
Power Of Love (1991)
Never Let Me Go (1993)
Songs (1994)
Greatest Hits 1981-1995
This Is Christmas (1995)
Your Secret Love (1996)
One Night With You - The Best Of Love vol.2 (1997)
Always & Forever - The Classics (1998)
I Know (1998)
Love Is On The Way (1998)
Luther Vandross (2001)
The Ultimate Luther Vandross (2001)
Home For Christmas (2002)
Dance With My Father (2003)
The Essential Luther Vandross (2003)
Luther Vandross Live At Radio City Music Hall (2003)
The Ultimate Luther Vandross (2006)

venerdì 3 luglio 2015

D'Angelo in Italia


Il musicista di Richmond arriva in Italia per due date (Roma e Milano)


Dopo ben 15 anni di attesa lo scorso dicembre ha pubblicato 'Black Messiah' e subito si sono scatenati complimenti e paragoni (sempre impossibili) con gli immortali del soul come Marvin Gaye o Sly&FamilyStone.
A mio modesto parere è 'solo' un buon lavoro sapientemente contaminato di Jazz/R&B/Pop/Rock, ma anche se fa molto caldo non mi straccerei la camicia né rivolterei tombe. 
Certo, nella sconfinata mediocrità del periodo è senza dubbio da considerare fra i top album del 'neo-soul' e lui è tosto, non è da canzoncine hit e non è un lavoro che si accontenta di ascolti veloci e superficiali ma anzi, a differenza dei suoi colleghi, D'Angelo è uno che fa riflettere e pensare.

Lelle sue note di copertina:
“Black Messiah è un gran titolo. È facile fraintenderlo. Molti penseranno che parli di religione. Altri salteranno alla conclusione che io mi definisca un messia nero.
Per me il titolo parla di noi. Del mondo intero. Di un ideale a cui ognuno si possa ispirare. Dovremmo tutti aspirare a essere un messia nero.
Parla della gente che è insorta a Ferguson e in Egitto, di Occupy Wall Street, e in generale di una comunità che non ne può più e decide di cambiare le cose, ovunque si trovi.
Più che lodare un unico leader carismatico, l’idea è quella di celebrarne migliaia. Molti brani – non tutti – hanno una connotazione politica,
ma il titolo Black Messiah serve a includerli nel contesto più giusto. Il Black Messiah non è un uomo. È la sensazione che, collettivamente, siamo tutti quel leader”.

D'Angelo poi ha quel gusto retrò nel miscelare i suoni che dai vecchietti come me è sempre molto apprezzato.
Per questo 'Black Messiah' non c'è neanche l'ombra di un marchingegno digitale e tutta la registrazione è stata realizzata in analogico e su nastro per rendere il sapore ancora più vintage. 
Dal vivo come nell'album ci sarà anche il 'nostro' Pino Palladino, apprezzatissimo bassista britannico di origine italiana che ormai da 40 anni collabora e appare in album e concerti delle star di tutto il mondo.

DATE E BIGLIETTI:

06 luglio ROMA AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
Bigllietti>>> http://www.ticketone.it/dangelo-and-the-vanguard-roma-biglietti.html?affiliate=ITT&doc=artistPages%2Ftickets&fun=artist&action=tickets&key=1379922%245375093&jumpIn=yTix&kuid=459179&from=erdetaila


07 luglio MILANO ESTATHE' MARKET SOUND
Bigllietti>>> http://www.ticketone.it/dangelo-and-the-vanguard-milano-biglietti.html?affiliate=ITT&doc=artistPages%2Ftickets&fun=artist&action=tickets&key=1379922%245379863&jumpIn=yTix&kuid=459179&from=erdetaila



Se non lo conoscete:

1995 'Brown Sugar'
2000 'Voodoo' (2 Grammy-Best R&B Album / Best Male R&B Vocal Performance)
2015 'Black Messiah'

giovedì 2 luglio 2015

Gregory Porter 2016


Appena tornato dal trionfo di Glastonbury, Mr. 'jazz cat in a hat' Gregory Porter si prepara a un lungo tour del Regno Unito per la prossima primavera.
Inizierà il suo itinerario di 16 date a Londra alla Royal Albert Hall
e si concluderà alla Birmingham Symphony Hall 20 giorni più tardi.

Ecco le date e stavolta vi ho avvisati per tempo.....

APRILE 2016

4      London Royal Albert Hall

5      Southend Cliffs Pavilion

8      Manchester Bridgewater

9      Sheffield City Hall

10    Edinburgh Festival Theatre

11    Aberdeen His Majesty's Theatre

12    Perth Concert Hall

14    Glasgow Royal Concert Hall

15    Gateshead Sage

16    Leicester Demontfort Hall

17    Liverpool Philharmonic Hall

19    Brighton Dome

20    Cardiff St Davids Hall

21    Poole Concert Hall

22    Plymouth Pavilions

24    Birmingham  Symphony Hall


BIGLIETTI>> www.ticketline.co.uk / 0844 888 9991

Chaka Khan torna a Londra


Se siete a Londra la bella notizia è che Chaka Khan sarà per quattro notti nel leggendario jazz club Ronnie Scott, nel cuore di Soho.
La brutta notizia purtroppo è che se non siete fra i fortunati col biglietto tutti e tre gli spettacoli sono Sold-Out (la capienza non arriva a 300 posti).

La dieci volte vincitrice del Grammy sarà in scena il 6, 7 e 9 luglio.
La band è con Melvin Davis, Ron Bruner, Jesse Modista, Bruno Muller, Tiffany Smith e i cori di Vanessa Haynes e Tony Momrelle.



Comunque il 17 agosto la Universal Music pubblicherà anche un cofanetto chiamato 'Rufus & Chaka Khan - Classic Selection album', un set di 6 CD che include anche i Rufus degli anni '70, lo storico gruppo degli esordi di Chaka.




NEW PRINCE - HARDROCKLOVER

Appare e scompare all'improvviso, come poche settimane fa per una serie live molto speciale a Washington DC.
Ieri Mr.Purple ha diffuso 'HARDROCKLOVER' che a quanto ci dicono i colleghi americani è una specie di chiamata alle armi (nel testo) per l' R&B moderno, mentre l'impasto sonoro ci è ormai noto e familiare (3rdEyeGirl') chitarre sospiri e giochi di parole seducenti che escono dalla 'Dirty Mind' di Mr.Purple. 
E' il primo assaggio di qualcosa di nuovo dopo il suo tributo a Freddie Gray con 'Baltimore' ma non so dirvi (come nessuno di noi) su dove o quando Prince colpirà la prossima volta, quindi accontentiamoci di questa 'HARDROCKLOVER'

https://soundcloud.com/prince3eg/hardrocklover

mercoledì 24 giugno 2015

Anche Janet Jackson ... is back




Oggi è tempo di grandi ritorni, oltre a Oleta Adams arriva anche Janet dopo una lunga attesa (7 anni).
Poche settimane fa vi ho annunciato l'album programmato per il prossimo autunno e ora ecco il primo assaggio.

"No Sleeep" è prodotto dalla sua fedele squadra di collaboratori capitanata da Jimmy Jam e Terry Lewis

Oleta Adams is back

Ha una voce straordinaria intensa bellissima e potente. Ha iniziato come 'bimba prodigio' suonando e cantando il pianoforte su R&B Jazz e Gospel.
Oleta Adams è in giro da parecchio tempo (1982) ha già all'attivo 11 album ma la conoscerete sicuramente per 'Woman in Chains' dell'89 con i Tears for Fears e Get Here del 91.
Ora, dopo un periodo triste e problematico che durava dal 2008 si è decisa a tornare e finalmente, a far conoscere a tutti questa magnifica 'Long and Lonely Hours' che ha sempre e solo eseguito dal vivo.
Non sappiamo ancora se farà parte di un album ma intanto, godiamocela

lunedì 22 giugno 2015

Don Henley: "Non voglio essere un jukebox, basta Eagles" (per ora)

"Amo la mia carriera negli Eagles , ma ho bisogno di aria nuova" ha scherzato ma non troppo, Don Henley
al party d'ascolto ai Capitol Studios di Hollywood lo scorso 18 giugno per il nuovo 'Cass County' il nuovo album in lavorazione già da 5 anni ed a 15 dall'ultimo lavoro solista.
"Io non voglio essere un jukebox e passare il resto della vita a cantare gli Eagles, anche se non voglio negare che amo la mia carriera nel gruppo e ringrazio davvero tutti i nostri fan sparsi ovunque, Dio sa che è un suo miracolo se siamo stati in giro così a lungo, ho avuto il meglio dei due mondi. 
E' meraviglioso avere gli Eagles come nave madre, ed è meraviglioso essere in grado di fare queste altre cose da soli ogni tanto."











Nell'album ci sono collaborazioni illustri : Dolly Parton, Miranda Lambert, Martina McBride, Vince Gill, Alison Krauss, Lee Ann Womack, Ashley Monroe, Mick Jagger, Neil Young e Don lo ha scritto registrato e vissuto quasi tutto a Nashville.

"Ho ascoltato le radio locali ultimamente che in teoria dovrebbero essere 'country', ma francamente non le capisco, non so che roba siano diventata, la musica country si è trasformata in qualcosa che non riconosco più."

Henley ha poi ricordato le sue registrazioni nei cori per Bob Seger in 'Against the Wind' in quegli stessi studi negli anni '70, raccontando della grande nostalgìa di tempi e luoghi. E' cresciuto a Linden in Texas, nella piccola contea di Cass appunto, con soli 30.000 abitanti.

"L'album è stato influenzato dalla musica che ho sentito crescendo in Texas, ma anche da suoni e artisti che ho amato come Johnny Cash, Elvis Presley e George Jones."

Nessuna data di uscita è stata ancora fissata ma attendiamo con fiducia ....dopo 15 anni!